Stefano Comazzi, assistente allenatore di coach Pippo Faina e in Nazionale Under 16 di coach Bocchino, uno dei “giovani” in rampa di lancio nel mondo dei tecnici italiani, curerà da questa settimana questa rubrica tecnica, il “Laboratorio di tecnica”. Ogni settimana analizzeremo le avversarie della ZeroUno PMS Torino con l’aiuto di chi, quotidianamente, cerca soluzioni tecniche e tattiche per avere la meglio sugli avversari. Nessuna “fuga di notizie”, solo un punto di vista asettico ma tecnico.
- Stefano, cominciamo a parlare dei nostri avversari: l’Adriatica Industriale Ruvo di Puglia…
“Sono certamente una squadra con un quintetto di valore, come tutte le protagoniste del nostro campionato. Adottano un sistema di gioco denominato Flex Offense, dando libertà di lettura agli interpreti, il che li rende difficilmente scoutizzabili”.
- Andiamo per passi: forse non tutti sanno cosa sia una Flex Offense…
“Si tratta di un sistema di gioco che si basa sulla continuità, in cui tutti i giocatori possono ricoprire sia posizioni interne che esterne. Hanno inoltre una gestione dei cambi che si avvicina molto al Platoon System. Anticipo la domanda: significa che tutti i giocatori vengono utilizzati con minutaggi mai sproporzionati”.
- Nello specifico, come si traduce sul campo il loro sistema di gioco?
“Un sistema duttile, in cui lo sfruttamento dei miss match, cioè un vantaggio fisico e atletico, è quasi obbligatorio. Ad esempio Villani, la loro ala e migliore realizzatore, sa giocare sia fronte a canestro che spalle a canestro. Caratteristica che accomuna tanti suoi compagni, tra cui Tomasiello. I loro lunghi sanno giocare palla a terra: insomma, ci sarà bisogno di grande attenzione difensiva sulle loro caratteristiche individuali durante tutta l’azione”.
- Analizziamo ora la difesa pugliese…
“Amano mettere pressione a tutto campo costantemente: sono giovani, intensi, rompono le esecuzioni avversarie, alternano uomo a zona”.
- Insomma un sistema studiato nei minimi particolari da coach Cadeo..
“Parto con una curiosità: sono stato assistente di coach Cadeo nel 2000-2001, quando allenava i Cadetti a Borgomanero (in quella squadra giocava un "certo" Bolzonella….). Ritrovo alcune situazioni già vissute in quella stagione: lui è un allenatore con una filosofia di gioco molto forte e anche nella costruzione della squadra individua i giocatori che meglio si adattano al sistema”.
- Ora è il turno dei giocatori: partiamo con il reparto “piccoli”…
“Quattro giocatori possono occupare le posizioni di playmaker e guardia: Tomasiello è una vecchia conoscenza, lo scorso anno giocava a Siena, e si alterna con Bonacini, il giovane materano Daniele Merletto, che si è ritagliato spazi importanti, e l’interessante Laquintana, molto giovane e con “faccia tosta”. Tomasiello e Bonacini sono forse quelli più “conosciuti”, costruiscono e finalizzano, da loro parte l’intensità difensiva: ma non bisogna sottovalutare nessuno dato che tutti hanno minuti di qualità a disposizione.”
- Avvicinandoci a canestro, invece…
“Spicca la figura di Villani, il giocatore più importante dei pugliesi, un atleta che in carriera è stato frenato solo dai problemi fisici. Quando sta bene, come in questo periodo, è giocatore di categoria superiore, il perno dell’attacco. Insieme a lui compone il reparto “esterni” il giovane Valesin, cresciuto alla Ghirada, prospetto molto interessante, ottimo tiratore. Ha molti minuti anche De Martino, scuola Stella Azzurra Roma, che completa il reparto con minuti di grande qualità”.
- Infine il reparto lunghi…
“Un nome su tutti, Marco Tagliabue: scuola BSB Desio, passato per la Montepaschi, con cui si è laureato Campione d’Italia Juniores sotto la guida tecnica di coach Pianigiani, è un grandissimo atleta, che ha giocato in categorie superiori e che adesso sta trovando la sua dimensione in DNA, giocando da protagonista. Frederic Emejuru è ancora giovane, pur non essendo un under (classe 1988), ma ha già vinto un campionato a Barcellona. Infine un piemontese: Simone Zanotti, classe 1992, scuola Oasi Laura Vicuna, ha giocato a Piossasco, passando poi a Reggio Emilia quindi a Ruvo di Puglia. Oltretutto è nato a Moncalieri: insomma, quasi un derby per lui”. |